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La Leadership Climatica della Cina: Ambizione, Azione e un Punto di Svolta Globale

Mentre il mondo affronta un’emergenza climatica sempre più grave, la leadership internazionale è entrata in una fase di incertezza. Gli Stati Uniti, sotto l’amministrazione Trump, hanno assunto una posizione apertamente anti-climatica—uscendo dall’Accordo di Parigi, intensificando guerre commerciali e aumentando l’estrazione di petrolio e gas. Con l’Europa concentrata su sfide legate alla sicurezza interna, il mondo ha un urgente bisogno di una nuova guida. La Cina potrebbe essere pronta a farsi avanti.

La Visione di Xi Jinping per la Leadership Climatica


Durante il recente Vertice dei Leader sul Clima e la Transizione Giusta, il Presidente Xi Jinping ha ribadito l’impegno della Cina per la governance climatica, invitando la comunità internazionale a unirsi sotto i principi del multilateralismo, della solidarietà e della transizione giusta.
Ha delineato quattro principi fondamentali:

  1. Multilateralismo
    • Rafforzare il sistema internazionale centrato sull’ONU.
    • Promuovere il diritto internazionale, l’equità e la cooperazione.
    • Affrontare la crisi climatica attraverso la governance globale, non l’isolamento.
  2. Cooperazione Internazionale
    • Superare l’alienazione tramite apertura e inclusività.
    • Favorire lo scambio globale di tecnologie verdi.
    • Espandere la cooperazione Sud-Sud per aiutare i Paesi in via di sviluppo ad accedere a tecnologie pulite e finanziamenti.
  3. Transizione Giusta Centrata sulle Persone
    • Bilanciare obiettivi climatici con crescita economica, riduzione della povertà e creazione di lavoro.
    • Garantire che le transizioni siano eque, soprattutto per le comunità vulnerabili.
    • I Paesi sviluppati devono supportare il Sud Globale con tecnologia e finanziamenti.
  4. Azione Basata sui Risultati
    • Rafforzare l’attuazione degli obiettivi climatici nazionali (NDC).
    • La Cina presenterà nuovi obiettivi completi—che coprono tutti i settori economici e gas serra—prima della COP30 a Belém, in Brasile.

Il Contesto: Perché la Leadership della Cina Conta


Con gli Stati Uniti in ritirata dalla diplomazia climatica e solo 15 Paesi che hanno rispettato la scadenza di febbraio 2025 per presentare nuovi obiettivi di emissione, la credibilità dell’Accordo di Parigi è sotto pressione.
La Cina ha adottato un approccio attendista in risposta all’instabilità politica globale. Tuttavia, le sue mosse più recenti—specialmente l’annuncio di obiettivi completi per tutti i settori sui gas serra—suggeriscono una nuova fase di leadership.

Leadership vs Responsabilità: Il Maggior Inquinatore del Mondo Può Guidare la Transizione Verde?


Mentre gli Stati Uniti continuano a fare un passo indietro dalla leadership climatica, la Cina—pur essendo il più grande emettitore di CO₂ al mondo con il 31,5% delle emissioni globali—si sta proponendo come guida nella sostenibilità. In confronto, gli Stati Uniti contribuiscono per il 13% delle emissioni globali, ma mostrano meno impegno nel guidare l’agenda climatica internazionale. Questo paradosso rappresenta un punto di svolta cruciale: può la maggiore fonte di emissioni diventare anche la forza trainante per le soluzioni climatiche? Se il governo cinese è davvero deciso a tagliare le emissioni e raggiungere gli ambiziosi obiettivi ambientali annunciati, le prospettive globali potrebbero cambiare radicalmente. Un grafico tratto da Our World in Data evidenzia ulteriormente questo squilibrio e sottolinea quanto è in gioco. Il mondo osserverà se le aspirazioni della Cina saranno accompagnate da progressi misurabili e duraturi.

Sfide Interne: Progressi e Limiti

Nonostante i progressi storici nelle energie rinnovabili, la Cina affronta ancora sfide significative:

  • Dipendenza dal carbone: oltre il 60% dell’elettricità cinese proviene ancora dal carbone.
  • Politiche locali incoerenti: alcune province continuano ad approvare nuove centrali a carbone.
  • Mancanza di trasparenza: osservatori internazionali chiedono dati più chiari su progressi e meccanismi finanziari.

Impegni Climatici della Cina al 2035: Un Piano Completo


Una bozza dei nuovi Contributi Determinati a Livello Nazionale (NDC) della Cina al 2035 rivela un approccio audace e multisettoriale:

Obiettivi Proposti:
CO₂: -30% rispetto ai livelli del 2023
Gas non-CO₂ (es. metano): -35%
Elettricità:

  • -30% emissioni
  • 40% energia non fossile
  • 5.000 GW di capacità rinnovabile
  • Divieto di nuove centrali a carbone senza sistemi di abbattimento

Industria:

  • -25% complessivo
  • -45% acciaio, -20% cemento

Trasporti:

  • Ritorno ai livelli di emissioni del 2020
  • 60% di vendite di veicoli elettrici
  • Espansione delle reti ferroviarie

Edifici:

  • -40% emissioni
  • Ristrutturazione del 25% degli edifici
  • 40% riscaldamento da fonti rinnovabili

Foreste:

  • +15% di riforestazione rispetto al 2025

Questi obiettivi riflettono la crescente fiducia della Cina nella possibilità di passare dai combustibili fossili a una crescita economica sostenibile e a lungo termine.

Finanziare la Transizione Globale: Il Ruolo della Cina nel Sud Globale


Inoltre, la Cina è diventata un attore centrale nella finanza climatica, soprattutto per i Paesi in via di sviluppo:
• Pur mantenendo lo status di “Paese in via di sviluppo” nei negoziati ONU (che la esenta da obblighi finanziari), la Cina ha già mobilitato 24,5 miliardi di dollari per:

  • Infrastrutture energetiche pulite
  • Ricostruzione post-disastri
  • Progetti per la resilienza climatica
    • È il quinto maggior finanziatore climatico al mondo, ma deve affrontare richieste crescenti di:
  • Maggiore trasparenza sui progetti finanziati
  • Coinvolgimento delle comunità locali nella pianificazione

Riformare l’Architettura Finanziaria Globale


La Cina sta anche spingendo per un cambiamento sistemico nel modo in cui la finanza globale affronta le sfide climatiche:
– Come co-presidente del G20 Sustainable Finance Working Group, promuove:

  • Maggiori fondi per il clima
  • Allineamento dei flussi finanziari agli obiettivi dell’Accordo di Parigi
    • Sostiene riforme nella cooperazione fiscale e nel finanziamento allo sviluppo per rendere gli investimenti verdi più accessibili.

Superpotenza della Tecnologia Pulita: Esportare la Transizione Energetica


La Cina è leader mondiale in:

  • Produzione di energia rinnovabile
  • Produzione di batterie
  • Vendite di veicoli elettrici
  • Tecnologie solari ed eoliche

Tuttavia, molti Paesi in via di sviluppo non dispongono delle infrastrutture necessarie per trarne pieno vantaggio. La Cina può ampliare la sua leadership:

  • Collaborando con i Paesi del Sud Globale per costruire capacità locali
  • Condividendo know-how, non solo hardware
  • Investendo nelle catene di approvvigionamento e nelle reti elettriche per rendere efficaci le tecnologie pulite

Conclusione: La Cina Raccoglierà la Sfida della Leadership Climatica?


In un’epoca di leadership frammentata e rischi climatici crescenti, la Cina possiede sia la capacità sia la responsabilità di guidare la transizione globale verso un futuro a basse emissioni. Con obiettivi climatici ambiziosi, un settore tecnologico verde in forte espansione, un ruolo crescente nella finanza climatica e una diplomazia coerente, la Cina sta emergendo come un serio contendente per colmare il vuoto lasciato dalle potenze occidentali.
Con l’avvicinarsi della COP30, tutti gli occhi sono puntati sulla Cina. Ma ciò che conta non sono solo le promesse, bensì le azioni concrete. Il vero banco di prova sarà la capacità della Cina di trasformare gli impegni in risultati reali e diventare la nuova pietra angolare della sostenibilità globale.

Immagine generata dall’IA.

Fonti: The world needs climate change leadership – it’s time for China to step up; https://english.www.gov.cn/news/202504/24/content_WS680974c3c6d0868f4e8f2027.html; United States: CO2 Country Profile – Our World in Data

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