
La Commissione Europea ha pubblicato una bozza (draft) di Atto Delegato che propone significative esenzioni temporanee agli obblighi di rendicontazione previsti dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) per le imprese della prima ondata (Wave 1). Questa iniziativa si inserisce nel contesto del più ampio pacchetto normativo di semplificazione denominato “Omnibus”, con l’obiettivo dichiarato di alleggerire il carico burocratico e facilitare la transizione verso un reporting ESG sostenibile ma gestibile.

Contesto normativo e motivazioni del cambiamento
Negli ultimi mesi, il dibattito europeo si è concentrato sul bilanciamento tra trasparenza ESG e competitività economica. Con la pubblicazione del rapporto Draghi sulla competitività europea e la Dichiarazione di Budapest, è emersa una spinta politica chiara verso la semplificazione della regolamentazione, specialmente per le PMI.
Il nuovo Atto Delegato si inserisce in questo quadro come risposta concreta per:
- Limitare il carico amministrativo su aziende di dimensioni contenute;
- Prevenire rendicontazioni complesse e disallineate, in vista di possibili future esclusioni dall’ambito CSRD;
- Evitare che le aziende debbano adattarsi più volte a standard destinati a cambiare nuovamente entro il 2027.
A chi si applica?
Le disposizioni interessano le imprese della Wave 1, ovvero:
- Enti di interesse pubblico con più di 500 dipendenti;
- Gruppi societari consolidati che superano specifiche soglie dimensionali;
- Società quotate, banche, assicurazioni e altri soggetti individuati come “public interest entities”.
La novità più rilevante è la distinzione introdotta tra aziende con più o meno di 750 dipendenti. Questa soglia influenza l’accesso alle esenzioni e potrebbe generare criticità nel confronto tra imprese.
Le esenzioni in dettaglio: cosa cambia fino al 2027
Per le imprese che iniziano la rendicontazione ESG nel 2025, alcune informazioni chiave potranno essere omesse temporaneamente, soprattutto per quelle con un numero medio di dipendenti pari o inferiore a 750.
Informazioni ambientali escluse (ESRS “E”)
- Emissioni Scope 3 e GHG totali (ESRS E1-6)
- Effetti finanziari legati al cambiamento climatico (E1-9)
- Dati su inquinamento e acque marine (E2-6, E3-5)
- Biodiversità ed ecosistemi (E4 e E4-6)
- Uso delle risorse e economia circolare (E5-6)
Informazioni sociali escluse (ESRS “S”)
- Caratteristiche della forza lavoro non dipendente (S1-7)
- Copertura della contrattazione collettiva (S1-8)
- Protezione sociale, disabilità, formazione e benessere (S1-11 a S1-15)
- Impegni sociali nella catena del valore (S2)
- Rapporti con le comunità locali e consumatori (S3, S4)
Queste esenzioni valgono per i primi due anni di rendicontazione, e in molti casi fino a tre anni per le aziende con ≤750 dipendenti.
Le motivazioni dietro il “congelamento” delle informazioni
Secondo il testo della Commissione, obbligare le imprese della Wave 1 a rendicontare informazioni aggiuntive nel 2025 e 2026 sarebbe poco ragionevole, considerata la concreta possibilità che molte di esse vengano escluse dalla CSRD nelle modifiche future.
Inoltre, le norme ESRS sono ancora in revisione. Imporre requisiti oggi che potrebbero cambiare entro il 2027 comporterebbe rischi di inefficienza, duplicazioni e inutili costi di compliance.
Vantaggi e criticità del nuovo approccio
Vantaggi per le imprese
- Riduzione dei costi di adeguamento nel breve periodo
- Maggiore tempo per prepararsi a un sistema ESRS definitivo
- Evita investimenti su dati potenzialmente non più richiesti
Criticità da monitorare
- Perdita di omogeneità nei report ESG tra aziende simili
- Difficoltà di comparazione e benchmarking tra imprese sopra e sotto i 750 dipendenti
- Incertezza normativa fino alla pubblicazione della revisione completa della CSRD
Tempistiche di applicazione
Il nuovo Atto Delegato entra in vigore dal 1° gennaio 2025, e si applica ai bilanci avviati da quella data in poi. Le esenzioni si estendono, in molti casi, fino al 2027, in attesa dell’adozione di un set aggiornato e semplificato di ESRS.
Conclusione
Questa bozza di Atto Delegato rappresenta una svolta pragmatica nel percorso di attuazione della CSRD. Il messaggio è chiaro: semplificare ora per regolamentare meglio domani. Tuttavia, le imprese non devono abbassare la guardia: il 2025 segna solo l’inizio di un processo dinamico, che richiederà adattabilità, pianificazione strategica e vigilanza normativa costante.
Fonti:
Immagine generata dall’IA.