
Il 16 marzo 2026 il governo ceco, guidato da Andrej Babiš, ha deciso di vietare l’HHC (hexahidrocannabinolo). Si tratta di un cambiamento importante nella politica sulle droghe. La norma entrerà in vigore subito dopo la pubblicazione nella Raccolta delle Leggi.
Da quel momento, infatti, sarà punita sia la vendita sia il possesso della sostanza.
Le motivazioni del governo
Secondo il ministro della Salute Adam Vojtěch, la decisione segue le indicazioni della Commissione ONU sugli stupefacenti. Infatti, nel 2025 l’ONU ha inserito l’HHC tra le sostanze vietate. Inoltre, il governo sottolinea la mancanza di studi completi sugli effetti.
Per questo motivo, considera la sostanza potenzialmente rischiosa. In particolare, l’HHC può alterare l’umore e la percezione. Nei casi più gravi, può causare intossicazioni, anche tra i giovani.
Le critiche alla misura
Tuttavia, il provvedimento non ha trovato consenso unanime. Il Dipartimento per la politica antidroga e la Camera di Commercio hanno espresso dubbi. Secondo loro, il divieto potrebbe colpire soprattutto i consumatori a basso rischio. Di conseguenza, aumenterebbe la criminalizzazione senza reali benefici.
Inoltre, i critici segnalano un altro rischio. Il mercato nero potrebbe rafforzarsi. Di conseguenza, potrebbero diffondersi sostanze ancora più pericolose.
Il caso del kratom
Parallelamente, il governo ha scelto una linea diversa per il kratom. Infatti, ha ritirato il divieto inizialmente previsto. Prima di decidere, vuole valutare meglio il sistema attuale. Per ora, quindi, il kratom resta tra le sostanze a basso rischio.
Tuttavia, la vendita è molto regolata. Solo gli adulti possono acquistarlo in negozi autorizzati.
Sostanze sotto osservazione
Nel frattempo, il governo ha inserito tre derivati sintetici del THC tra le sostanze “in esame”. Si tratta di ADB-3en-BUTINACA, ADB-5en-HEXINACA ed EDMB-4en-PINACA. Queste sostanze saranno studiate per due anni. Successivamente, il governo deciderà come regolarle.
Un equilibrio complesso
In conclusione, la decisione mostra una sfida complessa. Da un lato, il governo vuole proteggere la salute pubblica. Dall’altro lato, deve evitare effetti negativi. Ad esempio, la crescita del mercato nero. Per questo motivo, la gestione delle nuove sostanze resta in continua evoluzione
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