Skip to main content
Non categorizzato

In che direzione sta andando l’inflazione?

Gli scenari

Negli ultimi 50 anni, sono stati osservati continui aumenti dei tassi nei paesi sviluppati, compresa la Repubblica Ceca, i quali hanno sempre portato ad una recessione. In questo articolo, ci si chiede se questa volta la dinamica sarà diversa.

Il pensiero istituzionale prospetta uno scenario chiamato “atterraggio morbido”, il quale si differenzia dallo scenario di base poiché prevede un ritorno dell’inflazione ai livelli desiderati e una crescita lenta ma costante. Lo scenario alternativo, potrebbe essere il cosiddetto “atterraggio duro”, il quale invece, potrebbe mostrare un profilo di crescita molto più basso e tassi che potrebbero scendere dai livelli di picco molto più velocemente.

Motivazioni a supporto e contro dello scenario “atterraggio morbido”

Perciò ci si chiede il perché questa volta lo scenario dovrebbe essere differente. Secondo gli ottimisti ci sono diverse ragioni per cui l’inflazione potrebbe tornare ai livelli desiderati: in primis, essi prevedono un calo dei prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari, un’altra motivazione riguarda l’alta quantità di denaro a buon mercato in circolazione che trova numerosi prestiti bancari bloccati a tassi di interesse basso. Poi, si aggiunge una motivazione demografica dove l’invecchiamento della popolazione e la diminuzione della forza lavoro hanno causato una pressione sui salari rendendo così il mercato del lavoro ristretto. Un altro fattore riguarda la normalizzazione dei flussi nella logistica globale con la necessità di tornare agli standard pre-pandemici, infine, la reddittività di molte aziende è stata viziata dai margini ottenuti dalla differenza fra i prezzi di acquisto degli input necessari all’attività d’impresa e la loro successiva rivendita.

Dall’altro lato esistono fattori per cui lo scenario potrebbe non essere giusto. Innanzitutto, l’inflazione attualmente supera ancora i tassi nominali  incoraggiando così la spesa, inoltre, il risparmio pandemico presto scomparirà dove la spesa dei consumatori sarà allineata al reddito disponibile, e, gli ingranaggi fiscali si invertiranno col riavvio dei pagamenti dei prestiti agli studenti. Infine, c’è un disallineamento temporale di attività/passività dove non solo le banche, ma anche alcune società guadagnano con tassi più alti. Nonostante i rialzi dei tassi, i pagamenti netti degli interessi delle società statunitensi sono in realtà diminuiti, in quanto molte società hanno bloccato i bassi tassi di interesse sul loro debito nel 2020 e quindi ora ottengono rendimenti molto più elevati sulla loro liquidità. Questo disallineamento positivo tra attività e passività, tuttavia, si applica soprattutto alle grandi aziende, mentre quelle più piccole, sono colpite molto più duramente dagli oneri finanziari.

Focus sull’economia Ceca

L’economia ceca, a differenza di quella statunitense o Eurozona, ha già attraversato una lieve recessione tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, poiché le famiglie hanno limitato i consumi a causa dell’elevata inflazione e all’aumento dei tassi di interesse. La Banca Nazionale Ceca (CNB) ritiene positiva la ripresa dei consumi delle famiglie per recuperare e consentire all’economia di crescere del 2,5% nel 2024 e nel 2025.

Inoltre, l’inflazione ceca è scesa all’8,5% in agosto e si sta dirigendo verso l’obiettivo della CNB del 2% entro l’inizio del 2024, dove i  fattori chiave della disinflazione dal picco del 20% sono l’affievolirsi dei prezzi dell’energia e  del cibo.

Per quanto riguarda i tassi di interesse, la CNB ha lasciato i tassi fermi con un voto unanime il 4 agosto e ha spinto i mercati ad aspettarsi un taglio dei tassi, il quale è poi arrivato il 27 settembre adattandosi così al percorso di disinflazione.

Fonti: https://www.camic.cz/it/

Fonte immagine: https://businessday.ng/

Fonte grafica: https://storyset.com/

One Comment

Leave a Reply

Call Now Button