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Convenzioni contro le doppie imposizioni della Repubblica Ceca: guida per le imprese dell’UE

Convenzioni contro le doppie imposizioni della Repubblica Ceca: guida per le imprese dell’UE

Una convenzione contro le doppie imposizioni stipulata dalla Repubblica Ceca è un accordo bilaterale volto a evitare che il medesimo reddito venga tassato due volte in entrambi gli Stati. La convenzione ripartisce i poteri impositivi, riduce le ritenute alla fonte applicabili a dividendi, interessi e canoni e stabilisce la procedura da seguire per beneficiare delle agevolazioni convenzionali.

Per un’impresa dell’UE che percepisce redditi transfrontalieri — dividendi da una controllata ceca, interessi su un finanziamento infragruppo o canoni derivanti dalla concessione in licenza di una tecnologia — la questione raramente è se un’imposta sia dovuta, ma piuttosto in quale Paese debba essere versata. In assenza di una convenzione, sia la Repubblica Ceca sia il Paese di residenza del beneficiario potrebbero tassare lo stesso reddito in base alle rispettive norme interne.

Le convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate dalla Repubblica Ceca servono proprio a risolvere questo conflitto. Comprenderne l’applicazione pratica è ciò che distingue un’impresa che versa correttamente l’aliquota ridotta da una che paga più del dovuto o, peggio, non documenta adeguatamente la propria posizione e si espone a future contestazioni.

Che cos’è una convenzione contro le doppie imposizioni?

Una convenzione contro le doppie imposizioni, o DTT, è un accordo bilaterale tra due Stati che stabilisce quale Paese abbia il diritto di tassare una determinata categoria di reddito quando un’impresa o una persona fisica ha legami fiscali con entrambi.

Senza una convenzione, ciascuno Stato potrebbe applicare autonomamente le proprie regole, con il rischio che lo stesso reddito venga tassato due volte. La convenzione ripartisce quindi i poteri impositivi tra i due Paesi e stabilisce le aliquote massime delle ritenute alla fonte applicabili a dividendi, interessi, canoni e altre tipologie di reddito.

La maggior parte delle convenzioni stipulate dalla Repubblica Ceca segue il Modello di Convenzione fiscale dell’OCSE. Le disposizioni riguardano, tra l’altro, gli utili d’impresa, i dividendi, gli interessi, i canoni, le plusvalenze, la residenza fiscale e la stabile organizzazione.

Le convenzioni prevedono inoltre un meccanismo per eliminare la doppia imposizione, generalmente attraverso il metodo del credito d’imposta o quello dell’esenzione, nei casi in cui il reddito rimanga imponibile in entrambi i Paesi in base alle rispettive normative interne.

Per gli imprenditori dell’UE, le convenzioni si applicano insieme alle direttive europee, come la Direttiva Madre-Figlia e la Direttiva Interessi e Canoni. In molti casi, queste ultime possono ridurre o eliminare la ritenuta alla fonte in misura maggiore rispetto alla convenzione bilaterale. Occorre quindi confrontare i diversi regimi e applicare quello più favorevole.

Paesi coperti dalle convenzioni ceche

Secondo il Ministero delle Finanze ceco, la Repubblica Ceca ha attualmente in vigore 99 convenzioni contro le doppie imposizioni in materia di reddito e patrimonio, una delle reti convenzionali più ampie dell’Europa centrale.

La rete comprende tutti gli Stati membri dell’Unione europea. Gli imprenditori italiani e spagnoli che operano attraverso una società ceca sono quindi coperti da una convenzione stipulata tra la Repubblica Ceca e il rispettivo Paese di residenza.

Al di fuori dell’UE, le convenzioni interessano anche le principali economie e i maggiori partner commerciali internazionali, tra cui Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Cina, Giappone, India, Svizzera e Norvegia, oltre a numerosi Paesi dell’Asia, del Medio Oriente, dell’Africa e delle Americhe.

Le condizioni previste, e di conseguenza le aliquote delle ritenute alla fonte, variano tuttavia da una convenzione all’altra. L’aliquota applicabile a un determinato pagamento deve quindi essere verificata sulla base dello specifico accordo bilaterale in vigore, evitando di fare riferimento a regole generali.

L’elenco aggiornato dei Paesi e i testi ufficiali delle convenzioni sono pubblicati dal Ministero delle Finanze ceco e dovrebbero sempre essere consultati prima di applicare una specifica aliquota.

Come applicare la convenzione: procedura pratica

I benefici previsti dalle convenzioni non si applicano automaticamente, ma devono essere richiesti e adeguatamente documentati. Il soggetto pagatore nella Repubblica Ceca è generalmente responsabile dell’applicazione della corretta ritenuta alla fonte al momento del pagamento.

Il beneficiario del reddito deve innanzitutto ottenere un certificato di residenza fiscale rilasciato dall’autorità tributaria del proprio Paese, valido per il periodo di riferimento.

Il certificato deve essere consegnato al soggetto pagatore ceco o, in alcuni casi, direttamente all’amministrazione finanziaria ceca, insieme a una dichiarazione che confermi la titolarità effettiva del reddito.

La riduzione convenzionale non si applica infatti, in linea generale, quando il pagamento viene semplicemente trasferito attraverso un intermediario che non ne è il beneficiario effettivo.

Qualora l’aliquota ridotta non venga applicata al momento del pagamento, è normalmente possibile presentare successivamente una richiesta di rimborso. Questa procedura richiede però più tempo e una documentazione più ampia rispetto all’applicazione immediata della corretta aliquota.

Per questo motivo, le imprese che effettuano pagamenti transfrontalieri ricorrenti, come distribuzioni periodiche di dividendi o pagamenti continuativi di interessi e canoni, preparano generalmente in anticipo il certificato di residenza e la documentazione necessaria.

Casi critici: dividendi, canoni e interessi transfrontalieri

Tre categorie di pagamento rappresentano la maggior parte delle questioni pratiche relative all’applicazione delle convenzioni.

Dividendi

I dividendi distribuiti da una società controllata ceca a una società madre estera sono soggetti alla ritenuta alla fonte prevista dalla normativa ceca.

La maggior parte delle convenzioni prevede un’aliquota ridotta. In presenza delle condizioni richieste, la ritenuta può inoltre essere azzerata in applicazione della Direttiva Madre-Figlia, in particolare quando sono rispettati i requisiti relativi alla partecipazione minima e al periodo di detenzione.

Prima di procedere alla distribuzione è quindi necessario verificare se risulti più favorevole applicare la convenzione bilaterale o la direttiva europea.

Canoni

I canoni corrisposti per l’utilizzo di software, marchi, brevetti o know-how possono essere soggetti a trattamenti diversi a seconda della convenzione applicabile.

Anche in questo caso, i pagamenti tra società associate dell’UE possono beneficiare della Direttiva Interessi e Canoni, che, se sono soddisfatte le condizioni previste, può eliminare completamente la ritenuta alla fonte anziché limitarne soltanto l’aliquota.

Interessi

Gli interessi sui finanziamenti infragruppo sono una frequente fonte di contestazioni fiscali. Il problema non riguarda necessariamente l’aliquota prevista dalla convenzione, ma la conformità delle condizioni del finanziamento al principio di libera concorrenza.

Le autorità fiscali possono infatti contestare un tasso di interesse non allineato alle condizioni di mercato. Una documentazione di transfer pricing adeguata, che giustifichi il tasso applicato, è pertanto importante quanto la corretta applicazione della convenzione.

Conclusioni

Le convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate dalla Repubblica Ceca offrono alle imprese dell’UE un quadro chiaro per evitare che dividendi, interessi e canoni transfrontalieri vengano tassati due volte.

I benefici convenzionali possono però essere ottenuti solo se i requisiti procedurali sono rispettati e la documentazione necessaria è disponibile prima del pagamento.

Con 99 convenzioni attualmente in vigore, la maggior parte degli imprenditori dell’UE che opera nella Repubblica Ceca dispone già di un accordo applicabile. La principale difficoltà pratica consiste quindi nell’individuare il trattamento corretto e nel confrontarlo, quando necessario, con le esenzioni previste dalle direttive europee.

FAQ sulle convenzioni contro le doppie imposizioni

La Repubblica Ceca ha una convenzione contro le doppie imposizioni con tutti i Paesi dell’UE?

Sì. Tutti gli Stati membri dell’UE sono inclusi nella rete convenzionale della Repubblica Ceca. Gli imprenditori italiani, spagnoli e degli altri Paesi dell’Unione che operano attraverso una società ceca possono quindi beneficiare di una convenzione bilaterale, oltre che delle eventuali direttive europee applicabili.

Le agevolazioni convenzionali vengono applicate automaticamente dal soggetto pagatore ceco?

No. Il beneficiario deve fornire un certificato di residenza fiscale e, generalmente, una dichiarazione che ne confermi la titolarità effettiva prima che il soggetto pagatore ceco possa applicare l’aliquota ridotta.

In assenza di questa documentazione, si applica la ritenuta ordinaria prevista dalla normativa interna.

Cosa succede se è stata applicata un’aliquota di ritenuta errata?

In genere è possibile presentare una richiesta di rimborso all’amministrazione finanziaria ceca, allegando il certificato di residenza e la documentazione relativa al pagamento.

La procedura richiede tuttavia più tempo rispetto all’applicazione della corretta aliquota fin dall’inizio.

Le direttive europee possono ridurre la ritenuta più della convenzione?

Sì. La Direttiva Madre-Figlia e la Direttiva Interessi e Canoni possono ridurre o eliminare la ritenuta alla fonte su determinati pagamenti infracomunitari in misura maggiore rispetto alla convenzione bilaterale, purché siano rispettate tutte le condizioni previste.

I finanziamenti infragruppo richiedono una documentazione specifica?

Sì. Le autorità fiscali possono verificare se le condizioni del finanziamento rispettino il principio di libera concorrenza.

È quindi opportuno predisporre una documentazione di transfer pricing che giustifichi il tasso di interesse applicato, oltre alla documentazione necessaria per beneficiare della convenzione.

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